TERZO SETTORE, DROGHEI (PD): “LA REGIONE NON MORTIFICHI IL VOLONTARIATO CON UN APPROCCIO SOLO BUROCRATICO. SERVONO SUBITO SOLUZIONI E DIALOGO”
“Dispiace che di fronte a un tema così delicato si scelga di liquidare il lavoro della stampa parlando di notizie “confuse e scomposte”. Il racconto giornalistico ha semplicemente fatto il suo mestiere: accendere un faro su una decisione che coinvolge migliaia di realtà associative e che ha ricadute concrete sulle comunità locali”-Lo dichiara Emanuela Droghei, consigliera regionale del Partito Democratico - “Nessuno mette in discussione l’esistenza di regole o la necessità di verifiche – prosegue Droghei – ma la Regione Lazio non può affrontare una questione di questa portata con un atteggiamento esclusivamente burocratico. La politica serve proprio a questo: a risolvere problemi complessi, anche quando derivano da difficoltà organizzative, fragilità amministrative o da situazioni non sempre lineari. Parliamo di associazioni che in questi anni sono state un presidio sociale fondamentale, spesso supplendo alle carenze del pubblico. Durante la pandemia da Covid la Regione si è appoggiata a queste realtà per non lasciare sole le persone più fragili. Oggi non possiamo mortificarle con un atto che rischia di metterle fuori gioco, proprio mentre sono aperti bandi e scadenze decisive per la loro sopravvivenza. La priorità è individuare subito una soluzione ponte, che consenta agli enti coinvolti di continuare a operare e partecipare ai bandi in corso, evitando danni irreversibili al tessuto sociale del Lazio. Allo stesso tempo – conclude – mi aspetto dall’assessore Maselli e dalla Giunta regionale l’apertura immediata di un percorso di confronto vero, coinvolgendo il Forum del Terzo Settore, i Centri di servizio per il volontariato, le Pro Loco e le tante reti associative che ogni giorno sostengono fragilità e solitudini. Serve chiarezza, ma soprattutto regole condivise e accompagnamento, per permettere a tutte le realtà in buona fede di tornare pienamente in regola e continuare a svolgere il loro insostituibile ruolo sociale”.