MEDICI DI MEDICINA GENERALE, DROGHEI (PD): “MOBILITAZIONE NEL LAZIO È UN SEGNALE GRAVE. LA REGIONE APRA SUBITO UN CONFRONTO VERO”

“Lo stato di mobilitazione proclamato dai medici di medicina generale del Lazio è un segnale estremamente preoccupante, che la Regione non può permettersi di ignorare”.-  Lo dichiara la consigliera regionale del Partito Democratico Emanuela Droghei, commentando la rottura del confronto tra la Regione Lazio e le organizzazioni sindacali dei medici di famiglia. “Parliamo di professionisti già messi a dura prova da anni di carenze strutturali, con circa 500 medici di base mancanti nel Lazio e centinaia di migliaia di cittadini senza un punto di riferimento sanitario stabile. In questo contesto, scegliere un’impostazione unilaterale su temi delicati come il monitoraggio prescrittivo e l’organizzazione territoriale è un errore grave. Le criticità sollevate dai sindacati – dal sistema di controllo sulle prescrizioni fino alla gestione delle Case della Comunità e al blocco dei trasferimenti – evidenziano un clima di sfiducia crescente. Non si può riformare la sanità territoriale senza il coinvolgimento diretto dei medici che ogni giorno garantiscono assistenza ai cittadini. Serve subito un cambio di passo: la Regione ritiri i provvedimenti contestati, riapra il tavolo di confronto e lavori a un accordo condiviso. La sanità territoriale, anche alla luce degli investimenti del PNRR, non può essere costruita contro i medici, ma insieme a loro. Continuare su questa strada significa mettere a rischio non solo l’organizzazione del sistema sanitario, ma anche il diritto alla salute dei cittadini del Lazio”.

Consigliere: 
Droghei Emanuela