Sulla Sanità rispediamo al mittente l'accusa di mancata programmazione

La Sanità della Regione Lazio è, come stiamo denunciando da molti mesi, in forte emergenza per le scelte assunte dall’attuale amministrazione. Dopo 14 mesi al governo, l’accusa di non aver programmato nei dieci anni precedenti non regge più.

Lo abbiamo scritto in merito alle dichiarazioni della maggioranza sul dossier pubblicato ieri da Repubblica. A proposito di programmazione, peraltro, casomai è la Giunta Rocca a intenderla soprattutto come programmazione della spartizione di risorse pubbliche tra pochi soggetti privati: circa 50 milioni di euro, solo a oggi, erogati alle cliniche per una manciata di posti letto. Per il resto quello a cui assistiamo, a cominciare dalla situazione del personale, è una mancata programmazione. Chi ha programmato negli ultimi anni è stata invece l’amministrazione Zingaretti che, dopo aver ereditato una sanità regionale commissariata dal 2007, ha raggiunto nel luglio del 2020 la chiusura del commissariamento proprio mentre iniziava la battaglia contro il Covid. Un’emergenza che ha visto il Lazio tra le migliori Regioni nel mettere in campo una strategia di contrasto e prevenzione e il Piano vaccinale più efficiente ed efficace a livello nazionale ed europeo. Mesi difficilissimi durante i quali sono state investite risorse consistenti nel reclutamento di personale medico e infermieristico, nell’allestimento di hub vaccinali diffusi capillarmente su tutto il territorio e nell’adeguamento delle strutture di accoglienza, sia per quanto riguarda i macchinari che i posti letto necessari nelle terapie intensive e sub intensive. Inoltre, per quanta riguarda i LEA, che nel 2013 e 2014 con 152 e 154 punti erano ampiamente sotto la soglia minima fissata a 160, sono andati via via migliorando fino a superare i 200 punti con il Lazio tra le prime 10 regioni virtuose d’Italia. Sull’edilizia sanitaria, con Zingaretti Presidente, il Lazio è arrivato a utilizzare il 100% dei vecchi fondi nazionali. Per capire quanta strada è stata fatta basti dire che se nel 2013 eravamo solo al 51% di spesa, nel 2022 arrivavamo a oltre 1 miliardo di euro impegnati per costruire nuovi ospedali e migliorare quelli esistenti. 
Risorse alle quali vanno aggiunti ulteriori 674 milioni del PNRR pianificati dal Lazio, prima regione italiana a firmare il contratto istituzionale di sviluppo del PNRR – Missione 6 per la nuova sanità. Pertanto rispediamo al mittente l’accusa di assenza di programmazione e a chi governa da oltre un anno questa Regione diciamo di smetterla con la propaganda e di passare ai fatti. Fatti che, considerata la lunghezza delle liste d’attesa, l’affollamento dei pronto soccorso e le insostenibili condizioni di lavoro del personale sanitario laziale sono, sotto gli occhi di tutti, pari a zero. 

 

 

Data: 
Giovedì, 18 Aprile, 2024